
Quanto dura l'acufene, e cosa fare mentre aspetti che passi
Hai un fischio, un ronzio o un sibilo nell'orecchio da qualche giorno e ti stai chiedendo quanto ancora durerà.

Hai un fischio, un ronzio o un sibilo nell'orecchio da qualche giorno e ti stai chiedendo quanto ancora durerà. È la domanda più naturale del mondo, e purtroppo non esiste un numero unico da darti: giorni, settimane, mesi. Dipende molto da cosa l'ha causato. Quello che possiamo fare è guardare le situazioni più comuni una per una, così capisci a quale assomiglia la tua e cosa ha senso fare adesso.
Se è successo dopo un concerto o un rumore forte
Un ronzio nelle ore dopo un concerto, una discoteca o un ambiente molto rumoroso è comunissimo: capita quasi a tutti quelli che si espongono a quel tipo di volume. Nella maggior parte dei casi è l'orecchio che si sta riprendendo da uno sforzo intenso, un po' come un muscolo indolenzito dopo un allenamento pesante.
Cosa fare:
- Stai in un ambiente silenzioso per il resto della giornata, evita cuffie e altri rumori forti.
- Dai tempo alle prime ventiquattro-quarantotto ore: in genere il fischio si attenua da solo.
- Se dopo qualche giorno non migliora per niente, o se insieme al ronzio senti anche l'udito più ovattato, vale la pena farsi controllare, senza ansia ma senza rimandare troppo.
Se è arrivato con un tappo di cerume o un'otite
Quando l'acufene si presenta insieme a un senso di orecchio chiuso, dolore o secrezione, spesso è la spia di qualcosa di molto risolvibile: un tappo di cerume o un liquido rimasto nell'orecchio medio dopo un'infiammazione. In questi casi il fischio di solito segue le sorti del problema che lo ha causato: quando quello si risolve, tende a sparire anche lui.
Cosa fare:
- Fatti vedere da un medico o da un otorino per capire se c'è davvero un tappo o un residuo di liquido: sono cose che si tolgono o si riassorbono, spesso senza bisogno di farmaci.
- Non provare a togliere il cerume da solo con cotton fioc o oggetti vari: rischi di spingerlo più in profondità.
- Metti in conto che la guarigione dell'orecchio medio, in particolare, può richiedere qualche settimana: è normale, non significa che l'acufene resterà per sempre.
Se pensi che sia lo stress
Molte persone notano che il fischio si fa più presente nei periodi di stanchezza o tensione. Non è una forma "a parte" con un suo decorso preciso: lo stress non crea l'acufene dal nulla, ma può renderlo più percepibile, un po' come succede con qualsiasi fastidio fisico quando siamo già sovraccarichi.
Cosa fare:
- Non aspettarti che dormire di più o rilassarti faccia sparire il fischio da un giorno all'altro, ma è comunque un terreno su cui vale la pena lavorare per stare meglio in generale.
- Se il periodo di stress è passeggero, spesso anche la percezione dell'acufene si affievolisce con lui.
- Se invece l'ansia legata al fischio comincia a occupare molto spazio nelle tue giornate, parlarne con qualcuno, medico o professionista della salute mentale, aiuta più che aspettare da soli.
Se è arrivato insieme a un calo improvviso dell'udito
Questo è il caso in cui i tempi contano davvero. Se negli ultimi trenta giorni hai notato un calo dell'udito comparso in modo rapido, nel giro di tre giorni o meno, e insieme a questo hai un acufene, conviene farsi vedere entro le ventiquattro ore. Non perché sia necessariamente qualcosa di grave, ma perché in questa situazione specifica agire presto aiuta il recupero. Se il calo è successo da più di un mese, una visita entro un paio di settimane va comunque bene.
Quando conviene sentire subito qualcuno
Ci sono situazioni in cui ha senso non aspettare, anche solo per stare tranquillo: se insieme all'acufene compaiono improvvisamente sintomi come formicolio o debolezza da un lato del corpo, difficoltà a parlare, vertigini molto forti che non passano, oppure se il fischio ti pulsa a ritmo del battito cardiaco e riguarda un solo orecchio. In questi casi una valutazione lo stesso giorno serve a escludere cause che vanno guardate subito, e nella grande maggioranza delle volte porta a scoprire che non c'è nulla di preoccupante. E se il pensiero dell'acufene ti sta pesando davvero tanto, al punto da farti stare male in modo serio, parlarne con un medico o con un servizio di ascolto non è un'esagerazione: è la cosa giusta da fare.
Per il resto: respira
Se il tuo acufene non rientra in nessuna di queste situazioni urgenti, che sia comparso da solo, senza dolore, senza cali dell'udito improvvisi e senza altri sintomi strani, nella maggior parte dei casi si tratta di qualcosa che il corpo gestisce con il tempo o che uno specialista aiuta a inquadrare con calma, senza fretta. Prenota una visita otorinolaringoiatrica quando puoi, più per capire la causa che per un'emergenza, e nel frattempo non c'è motivo di allarmarsi ogni volta che il fischio si fa sentire.

